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"Il vuoto nella mente". Mostra fotografica.

“Morire, dormire, sognare forse: ma qui è l’ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già dipanati dal groviglio mortale, che ci trattiene: è la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti". William Shakespeare Venerdì 21 Settembre 2012 ore 10:00, in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer, a Catania, presso il Palazzo della Cultura, sarà inaugurata la Mostra fotografica Contemporanea “Il vuoto nella Mente”, promossa dall’Associazione Culturale “Contanimare”, presieduta dalla Dott.ssa Lilia Di Rosa, in collaborazione con l’Associazione “Malati di Alzheimer” e l’Associazione Culturale “Ideattiva”.

"Crack, Fumetti dirompenti". Festival Internazionale 2012

Clicca per ingrandire. Ieri 24 giugno è volto al termine il Crack, il festival internazionale del fumetto ospitato da anni, nella città di Roma, dall’ormai storico Centro Sociale Occupato Forte Prenestino. Il Forte per l’occasione si è trasformato in un’enorme macchina creatrice di attività, concerti, prodotti dell’artigianato, esibizioni artistiche, coinvolgendo così tutti gli appassionati dell’arte e della creatività. Già dalla soglia dei suoi cancelli si respira fermento, ma l’elemento più affascinante dell’evento sono i sotterranei: la antiche prigioni sotterranee, piccole celle a volta, che si dispongono in lunghi cunicoli sotto la superficie, sono proprio i locali adibiti ad ospitare i numerosissimi stands artistici.

Mostra fotografica "Il vuoto nella mente"

Il 21 Settembre, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer, l'associazione ContAnimare in collaborazione con l'AMA (Associazione Malati di Alzheimer) ha in programma l'allestimento di una mostra fotografica dal titolo " Il vuoto nella mente " presso l'ex refettorio del Palazzo della Cultura. 

Tavola rotonda: "L'ambivalenza del Corpo"

18 Maggio 2012, Ore 17, Biblioteca Comunale "Vincenzo Bellini", via San Giuliano, Catania.

Ciclo 2011-2012 "Metafore del corpo": conclusione e riflessioni

Tutto è cominciato con uno scambio, di abiti, di oggetti, surrogati delle nostre identità sociali, delle maschere dietro cui ci nascondiamo; abbiamo concluso con lo scambio delle nostre idee, emozioni, e di strette di mano, di sguardi e - perché no? - anche di lacrime. Ci siamo spogliati, almeno per un po’, dalle ingessature cui ci costringono le convenzioni sociali e abbiamo provato il gusto di potere andare al di là degli abiti e sentire che dietro di essi c’è una immensa ricchezza di “diversità”, di “differenza”, che prende forma dalla storia che abbiamo vissuto, dalle cose che ci sono capitate, dai libri che abbiamo letto o studiato.