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Il Forte per l’occasione si è trasformato in un’enorme macchina creatrice di attività, concerti, prodotti dell’artigianato, esibizioni artistiche, coinvolgendo così tutti gli appassionati dell’arte e della creatività.
Già dalla soglia dei suoi cancelli si respira fermento, ma l’elemento più affascinante dell’evento sono i sotterranei: la antiche prigioni sotterranee, piccole celle a volta, che si dispongono in lunghi cunicoli sotto la superficie, sono proprio i locali adibiti ad ospitare i numerosissimi stands artistici.
Ad ogni gruppo di lavoro viene assegnata una delle celle, che si succedono una dopo l’altra creando un vastissimo centro espositivo, si ha così la possibilità di passare da un artista all’altro, da uno stile all’altro. Pitture parietali che spaziano dalla street art al puro abbellimento della carta da parati, tavoli colmi di fumetti, disegni, cartoline, stampe, tele, e giochi interattivi istallati per l’occasione. Gli ambienti, inizialmente tutti uguali, pian paino rispecchiano il mood dei loro occupanti che con perizia ed originalità li rendono confortevoli e carichi di attrattiva.
Percorrendo i due lunghi corridoi si può prendere parte a workshops, godere di performances di live painting o sfogliare libri e blocchi di stampe che profumano di colore e inchiostro…
Ogni anno accorrono illustratori, editori, fumettisti, serigrafici, grafici, blogger, artisti ognuno accompagnato dalle proprie produzioni, dalle loro passioni, ma soprattutto dal loro inconfondibile entusiasmo e voglia di confronto e scambio.
Ed è così che nei sotterranei, per quattro interi giorni si espande e prende forma quello che si svolgerà come un tripudio di policromie, figure, forme, parole, gesti: immagini e immaginazioni a confronto. Sono proprio loro, le immagini, protagoniste di questo tour nelle viscere del Forte e dell’arte, arte contemporanea fatta di spunti e riferimenti innovativi, fatta di critica e ironia, fatta di voglia di fare, di dire, di raccontare e di contare.
L’immagine quanto di più immediato conosce il nostro sistema percettivo. Quest’ultimo elabora, modifica, associa secondo schemi mentali differenti di visitatori, curiosi, addetti ai lavori ognuno con la propria voglia di scoprire e scoprirsi.
E’ proprio il rumore di questi pensieri in movimento, in azione, a costituire l’essenza del fermento che si avverte “passeggiando” tra i cunicoli che accolgono il Crack, un sottofondo musicale che accompagna il ritmo dei passi da un corridoio all’altro, da un’esposizione all’altra … un suggestivo teatro che porta in scena il grande spettacolo dell’arte!
E, per dirla con le parole di chi di passeggiate se ne intende, potremmo dire che la sensazione che si avverte con quest’immersione nella folla di persone a loro volta immerse in una folla di immagini è quella che appunto Boudelaire conferiva al flaneur.
Il flaneur, l’uomo della folla, sognatore che rimane sulla soglia della frenesia e dell’iper dinamicità della modernità, ma che da quella soglia riesce a non farsi fagocitare da questi effetti, pur trovandocisi immerso, riuscendo a cogliere il senso e la sensibilità di quanto gli stia intorno godendone la bellezza.
In tutto questo anche la Sicilia ha dato il suo contributo altisonante, sono presenti tre artisti: Enrico Zecchini (pittore, scultore e illustratore), Leonardo Pandolfi (scultore, fumettista, illustratore), Alessandro Timpanaro/Buddy Bradley (illustratore e grafico), ma non mancano i team, troviamo infatti il gruppo fondatore, di grafici e ricercatori d’arte, del famoso blog ex CocaColla oggi Collateral.
Che i fumetti continuino a dirompere!
Annalusi Rapicavoli
